LONGEA

Quando si può vivere di rendita?

Uno dei sogni più diffusi è quello di vivere di rendita, liberi dal dover lavorare per mantenere il proprio tenore di vita. 

Ma si sa, spesso i sogni sono destinati a rimanere tali davanti agli ostacoli che sembrano insormontabili, alla paura dell’incertezza o semplicemente all’assenza di una pianificazione concreta.

Alla mia domanda: “quando si può vivere di rendita?” potresti farti una risata e liquidarmi con la battuta: “quando diventerò ricco, ovviamente”.  

Ma come potrai immaginare, la VERA risposta non è uguale per tutti. 

Infatti, dipende da una variabile chiave: il tenore di vita che si desidera mantenere oggi e in futuro. 

Per alcune persone, vivere di rendita potrebbe significare mantenere uno stile di vita modesto, dove le spese sono ridotte al minimo e le esigenze quotidiane sono poche. 

Per altre, potrebbe voler dire continuare a godere di un tenore di vita elevato, con viaggi frequenti, una seconda casa, una macchina di lusso e una vita sociale attiva. 

Se non hai una chiara visione di questo, è difficile stimare quanto denaro ti servirà per vivere di rendita. 

Il tenore di vita è il punto di partenza per capire quando potrai smettere di lavorare e vivere dei tuoi investimenti e risparmi.

È chiaro che ogni persona ha una situazione finanziaria diversa e sogni diversi e per questo motivo, non esiste una formula universale che ti dica esattamente quanti soldi ti servono per vivere di rendita e per quanto tempo. 

Tuttavia, ci sono degli strumenti e delle analisi che possono aiutarti a fare una stima realistica. 

Secondo l’ultima ricerca dell’’ISTAT sulle condizioni di vita e reddito delle famiglie italiane del 2023, la speranza di vita continua a crescere e, mediamente, si vive circa 20 anni dopo la pensione.

Questo significa che il tuo capitale deve essere sufficiente non solo per coprire le spese attuali, ma anche per garantirti una vita dignitosa per i prossimi decenni, soprattutto se hai intenzione di smettere di lavorare ben prima dell’età pensionabile.

Insomma, vivere più a lungo è certamente una fortuna, ma rappresenta anche una sfida finanziaria, perché non si tratta solo di avere un reddito sufficiente per i primi anni di pensione, ma di essere in grado di sostenerlo anche nella fase più avanzata della vita, dai 75 ai 90 anni o più. 

Le spese in questa fase potrebbero aumentare, soprattutto se consideriamo i costi sanitari e l’assistenza, che possono incidere pesantemente sul bilancio familiare.

Ecco perché le risorse non devono essere valutate solo quantitativamente (quanto denaro possiedi), ma anche qualitativamente.

Che sicurezza finanziaria puoi ottenere da 4 appartamenti ricevuti in eredità dai tuoi nonni e costruito negli anni ‘60 in qualche paesino della provincia italiana?

Capirai che non puoi semplicemente fare affidamento sugli affitti. 

Bisogna considerare i rischi legati agli inquilini morosi, le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria, le eventuali fluttuazioni del mercato immobiliare e tutte le imposte.

Oggi, se hai degli immobili, devi essere preparato a gestirli attivamente, collaborando con professionisti del settore per ottenere il massimo rendimento.

Lo stesso principio vale per gli investimenti finanziari. 

Ti sembra forse la scelta migliore comprare Titoli di Stato a lunga scadenza con un rendimento netto annuale del 3,69% (rend. attuale del BTp scadenza 1-10-2055) per vivere serenamente i prossimi 30 anni?

Leggi le prossime righe e mi darai tu stesso la risposta esatta.

Se i rendimenti offerti dai BTp non fossero sufficienti a coprire l’inflazione nel lungo periodo, il valore reale dei tuoi risparmi potrebbe diminuire nel tempo.

Se avessi bisogno di liquidità, potresti dover vendere il titolo in un momento sfavorevole, subendo delle perdite.

Se in futuro i tassi di interesse dovessero aumentare, il valore del BTP trentennale potrebbe scendere significativamente, rendendo difficile la vendita senza perdite.

Anche in condizioni stabili, il rendimento potrebbe essere troppo basso rispetto alle opportunità che offrono altri mercati.

Evito di parlarti dei rischi legati al debito pubblico italiano.

Potrei continuare a scrivere altri motivi che dimostrerebbero che anche questa non è la strada giusta, ma mi fermo perché, per sapere se e quando puoi vivere di rendita, devi continuare a farti altre importanti domande.

Ad esempio:

per quanti anni puoi continuare a prelevare dal tuo capitale senza esaurirlo? 

Quali rischi sei disposto a correre con i tuoi investimenti? 

Che tipo di rendimento ti aspetti nel lungo periodo?

Se metti in fila le domande giuste otterrai la risposta che cerchi.

Riepilogando: 

per programmare il ritiro dal lavoro devi tener conto di:

  • le tue spese ricorrenti per mantenere alta la qualità della vita;
  • le tue risorse in termini quantitativi e qualitativi;
  • il tasso sostenibile di prelievo dal tuo capitale, cioè quello che ti permette di prelevare una rendita senza erodere il capitale;
  • il rischio di vivere troppo a lungo rispetto quanto preventivato e di non avere quindi il denaro sufficiente al proprio sostentamento. 

 

Ancora una volta, una pianificazione finanziaria ben strutturata è la chiave per vivere di rendita senza rischiare di esaurire le tue risorse troppo presto.

Se l’argomento ti incuriosisce possiamo analizzare la tua situazione attuale, identificare i tuoi obiettivi futuri e creare un piano su misura che ti permetta di vivere di rendita in modo sostenibile.

La consapevolezza è il primo passo.

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